{"id":3135,"date":"2025-12-08T19:30:17","date_gmt":"2025-12-08T18:30:17","guid":{"rendered":"https:\/\/podcastorto.it\/?p=3135"},"modified":"2025-12-08T19:33:32","modified_gmt":"2025-12-08T18:33:32","slug":"i-dieci-mesi-che-sconvolsero-il-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/podcastorto.it\/index.php\/2025\/12\/08\/i-dieci-mesi-che-sconvolsero-il-mondo\/","title":{"rendered":"I dieci mesi che sconvolsero il mondo"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"3135\" class=\"elementor elementor-3135\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-0ace4f8 e-flex e-con-boxed e-con e-parent\" data-id=\"0ace4f8\" data-element_type=\"container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-da0ca42 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"da0ca42\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>Meno di quarant\u2019anni dopo la fine della guerra fredda (ma ormai dovremmo chiamarla \u201cla prima guerra fredda\u201d) gli equilibri mondiali sono completamente saltati e dal caos esploso il 20 gennaio 2025 con l\u2019insediamento di Donald J. Trump alla presidenza degli Stati Uniti sta emergendo con sempre maggiore chiarezza un ordine completamente nuovo basato, in apparenza, su una nuova spartizione del mondo in zone d\u2019influenza. Ma l\u2019analogia con gli accordi di Yalta del 1945 si ferma qui: questa volta a (pretendere di) spartirsi il mondo il pi\u00f9 appariscente \u00e8 un presidente americano megalomane, razzista, avido e ignorante che si mostra sempre pi\u00f9 chiaramente per quello che \u00e8: un asset del dittatore russo Vladimir V. Putin. Il quale, a sua volta, \u00e8 sempre pi\u00f9 chiaramente una sorta di vassallo del presidente cinese Xi Jinping, il vero regista e principale beneficiario di tutta l\u2019operazione.<\/p><p>Obiettivo comune della triade: la distruzione dell\u2019Europa \u2013 della UE in particolare \u2013 quale soggetto politico, economico e militare unitario e quale modello statuale democratico orientato alla difesa e allo sviluppo, pur tra mille contraddizioni, dei diritti sociali e individuali. Esplosa in questi mesi, questa operazione \u00e8 frutto di una strategia di lungo periodo che prevede una precisa spartizione dei compiti: a Trump quello di far implodere l\u2019Europa (affossando contemporaneamente l\u2019economia statunitense); a Putin quello del \u201clavoro sporco\u201d, violento, brutale, al servizio (un po\u2019 come fu la Wagner per Putin) della Cina; a Xi quello del benevolo padrone che attira interi continenti nella sua orbita con la forza dell\u2019economia, chiedendo in cambio \u201csolo\u201d terre coltivabili, ricchezze minerarie, obbedienza e mercati aperti alle sue merci. Poi, tenuti fuori del salotto buono, ci sono altri comprimari, in primo luogo i BRICS. Ma chi ne \u00e8 il vero leader? E quali sono i disegni e le ambizioni di un fragile colosso come l\u2019India, oggi in mano al nazionalismo religioso estremista di Narendra D. Modi?<\/p><p>Molti in Italia, anche dentro il PD, ritengono che questi temi siano poco rilevanti ai fini dell\u2019elaborazione della linea e dell\u2019azione politica e di scarso interesse per il suo elettorato, a differenza di quelli attinenti alla vita di tutti i giorni (il solito elenco, peraltro in s\u00e9 corretto: lavoro, sanit\u00e0, scuola, servizi sociali ecc.). In realt\u00e0 le dinamiche della politica internazionale hanno una diretta ricaduta su tutti gli aspetti della vita di ogni persona. Quando, inaugurando il suo secondo mandato, Trump ha annunciato e poi pi\u00f9 o meno applicato dazi pesantissimi alle merci straniere, ha innescato un meccanismo che ha avuto e sta avendo ricadute occupazionali, di chiusura o ridimensionamento di attivit\u00e0 produttive, sul PIL e sui prezzi al consumo anche in Italia. Non solo: quegli stessi dazi vengono usati come arma per ingerirsi nelle scelte elettorali, economiche, perfino giudiziarie di altri Paesi, con potenziali gravissime ricadute sulle condizioni di vita all\u2019interno di quei Paesi. Un capitolo a parte meriterebbero le questioni energetiche, il folle negazionismo in materia di mutamento climatico e il blocco degli aiuti ai Paesi in difficolt\u00e0.<\/p><p>Altre decisioni di Trump, in apparenza riguardanti solo gli Stati Uniti, producono e produrranno ancor pi\u00f9 nel breve-medio termine effetti deleteri (letteralmente letali, in alcuni casi) non solo dentro gli USA ma su tutto il resto del mondo: il fortissimo definanziamento della ricerca scientifica e in particolare di quella medica provocher\u00e0 \u2013 sta gi\u00e0 provocando \u2013 dei pesantissimi ritardi nello sviluppo di nuove cure contro malattie oggi ancora letali, cos\u00ec come nella preparazione ad affrontare le nuove pandemie quando (non \u201cse\u201d) si presenteranno; le politiche tese a scoraggiare le vaccinazioni di ogni tipo stanno gi\u00e0 provocando, non solo negli USA, una recrudescenza di casi mortali di morbillo, pertosse, perfino poliomielite.<\/p><p>Ci\u00f2 provocher\u00e0, nel medio-lungo periodo, un abbassamento dell\u2019aspettativa di vita che \u2013 unito alle feroci politiche contro l\u2019immigrazione e alla cancellazione di fatto di tutti gli strumenti di mitigazione delle discriminazioni di genere e di tutela della salute della donna, di quella riproduttiva in particolare \u2013 porter\u00e0 a un ancor pi\u00f9 rapido scardinamento dei sistemi previdenziali e assistenziali. E molti altri esempi si potrebbero fare.<\/p><p>Dove per\u00f2 Trump e Putin hanno gi\u00e0 completamente gettato la maschera \u00e8 sulle questioni cruciali della pace, della guerra e della sicurezza. Lo si vede nella disinvoltura con cui fingono di trattare sull\u2019Ucraina tagliando fuori i diretti interessati, gli ucraini, e l\u2019Unione Europea. Lo stesso schema usato da Trump \u2013 con la benevola \u201cdistrazione\u201d di Putin e la successiva ancor pi\u00f9 benevola astensione di Russia e Cina alle Nazioni Unite \u2013 per trattare su Gaza tagliando fuori i palestinesi e, di nuovo, l\u2019Unione Europea.<\/p><p>Proprio l\u2019Unione Europea, del resto, \u00e8 ormai palesemente e dichiaratamente il bersaglio dell\u2019amministrazione americana e del suo stretto alleato russo. Il documento sulla National Security Strategy presentato nei giorni scorsi da Trump con l\u2019ambizione di proiettarne gli effetti ben oltre la fine (auspicando che venga rispettata e che sia accompagnata da elezioni ragionevolmente libere e non truccate) del suo mandato \u00e8 gi\u00e0 di per s\u00e9 estremamente esplicito, per non parlare delle dichiarazioni dello stesso Trump, del suo vice J.D. Vance e di un sempre pi\u00f9 stralunato e farneticante Elon Musk.<\/p><p>A differenza di quanto enfatizzato dalla stampa italiana, per\u00f2, l\u2019intento di Trump non \u00e8 tanto quello di \u201cscaricare l\u2019Europa\u201d (cosa che aveva gi\u00e0 fatto fin dal suo primo mandato) ma di distruggerla, ottenendo a strettissimo giro uno spudorato pubblico <i>endors<\/i><i>e<\/i><i>ment<\/i> dal Cremlino e un benevolo silenzio da Pechino. La scusa \u00e8 la solita: l\u2019immigrazione, l\u2019islamizzazione, la caduta dell\u2019Europa e della sua civilt\u00e0 per la sua stessa intrinseca debolezza. La salvezza dell\u2019Europa \u2013 sostiene Trump \u2013 sta nella cancellazione dell\u2019Unione Europea e nella sottomissione dei singoli Stati ai voleri e agli appetiti degli USA.<\/p><p>Sancendo cos\u00ec definitivamente ci\u00f2 che era sotto i nostri occhi ma per dieci mesi abbiamo quasi tutti fatto finta di non vedere: dal 20 gennaio di quest\u2019anno gli USA si sono trasformati da alleato (pi\u00f9 o meno convinto e pi\u00f9 o meno arrogante a seconda dell\u2019amministrazione in carica) a potenza ostile. E ora dobbiamo prendere atto che la trasformazione si \u00e8 completata: da ostili gli Stati Uniti si sono trasformati in potenza oggettivamente nemica dell\u2019Europa e dei suoi popoli.<\/p><p>Difficile definire altrimenti un Paese che non solo ci dice (giustamente, da un certo punto di vista) di cominciare ad arrangiarci da soli per la difesa ma pretende di costringerci ad acquistare le sue armi (disattivabili a piacere da Washington) in regime di sostanziale monopolio e intende (continuare a) sostenere le forze sovraniste, populiste, reazionarie allo scopo dichiarato di sovvertire l\u2019ordine democratico, cancellare l\u2019Unione Europea e instaurare regimi autoritari, o preferibilmente dittatoriali, nei singoli, deboli e litigiosi Stati e staterelli residuati. Facendo ricadere i Paesi dell\u2019Europa orientale \u2013 e forse non solo loro &#8211; sotto il controllo russo.<\/p><p>\u00c8 in questo quadro pi\u00f9 tragico che drammatico che s\u2019inserisce l\u2019orrore della guerra contro l\u2019Ucraina. Che ci riguarda tutti. Certo, nessuno pensa che, nel breve e probabilmente nemmeno nel medio periodo, la Russia abbia intenzione (n\u00e9 capacit\u00e0 economica, peraltro) di attaccare direttamente i Paesi dell\u2019Europa occidentale. Ma, a parte la considerazione che l\u2019Europa \u00e8 tale in ogni sua parte, dal Portogallo all\u2019Ucraina, alla Moldavia e alla Georgia, e che l\u2019articolo 5 del Trattato NATO ci impone, in caso d\u2019aggressione anche a uno solo di essi, dei doveri di concreta solidariet\u00e0 e aiuto nei confronti di tutti i Paesi che ne fanno parte, \u00e8 un dato di fatto che, se noi non siamo in guerra con la Russia, la Russia \u00e8 in guerra con noi. Guerra ibrida, guerra non dichiarata, guerra sporca. Ma pur sempre guerra.<\/p><p>Non tutti i droni diretti su aeroporti e siti militari europei sono sicuramente russi; non tutti gli attacchi informatici a banche, ospedali, scuole, infrastrutture sono sicuramente russi (alcuni sono cinesi). Non tutti gli attentati ai danni di strutture produttive sono opera di agenti russi o filorussi. Ma il quadro complessivo \u00e8 quello di una fitta rete di azioni di sabotaggio e di terrorismo ai nostri danni che richiede la rapida costruzione di una capacit\u00e0 di risposta efficace. \u00c8 questo il vero senso \u2013 anche in questo caso i titoli dei giornali italiani hanno travisato lettera e spirito del testo originale \u2013 dell\u2019intervista del <i>Financial Times<\/i> all\u2019ammiraglio Cavo Dragone: non un \u201cattacco [militare] preventivo\u201d ma la capacit\u00e0 di prevenire gli attacchi russi.<\/p><p>Qual \u00e8 la posizione del PD in questo contesto? Intanto \u00e8 bene chiarire subito un punto cruciale: fin dal 24 febbraio 2022, giorno in cui \u00e8 cominciata l\u2019invasione su larga scala dell\u2019Ucraina da parte della Russia, il Partito democratico ha assunto una posizione netta dalla quale non si \u00e8 mai scostato: piena solidariet\u00e0 e sostegno al Paese aggredito, ferma condanna del Paese aggressore, cessate il fuoco immediato, trattativa (vera, non per finta) di pace, ritiro delle forze russe dal territorio ucraino. Non esiste, insomma, una linea ufficiale del PD \u201cpacifista\u201d alla Santoro n\u00e9 tanto meno comprensiva nei confronti di Putin. Esistono, invece, posizioni divergenti (a volte clamorosamente divergenti) sui mezzi per giungere alla fine della guerra. In discussione, insomma, non \u00e8 il \u201cche cosa\u201d ma il \u201ccome\u201d.<\/p><p>Sorvolando per il momento sull\u2019uso strumentale che delle prime parole dell\u2019art. 11 della Costituzione fanno i \u201cpacifisti con le bombe degli altri\u201d, che evitano accuratamente di leggere l\u2019intera frase e fingono d\u2019ignorare l\u2019esistenza del secondo capoverso dello stesso art. 11, il nodo, in sostanza, \u00e8: il sostegno all\u2019Ucraina deve essere limitato solo agli aiuti umanitari o pu\u00f2\/deve comprendere le armi? Non \u00e8, ovviamente, una questione da poco. Anche perch\u00e9 ha impatti significativi sulle politiche nazionali e su quelle comunitarie. A livello nazionale le divisioni attraversano ambedue gli schieramenti: se nell\u2019opposizione il PD appare diviso sulle armi, AVS \u00e8 decisamente contro e il m5s si colloca, con qualche sfumatura, su posizioni sostanzialmente filorusse (\u00e8 pur vero che il grottesco pretesto per far cadere il governo Draghi nel 2022 e aprire la strada alla vittoria elettorale delle destre fu il termovalorizzatore di Roma ma la vera posta in gioco era la questione delle armi), molto simili a quelle espresse nella maggioranza dalla Lega, mentre FdI e FI sostengono con accenti diversi l\u2019Ucraina (anche con le armi, pur con diversi distinguo e spericolati equilibrismi dialettici).<\/p><p>A livello europeo la questione \u00e8 ancor pi\u00f9 complicata e spinosa, perch\u00e9 il piano di riarmo presentato dalla presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ha provocato fratture all\u2019interno del gruppo dei Socialisti e democratici, una spaccatura che ha lacerato in pi\u00f9 occasioni anche il PD. Partito la cui maggioranza, in pratica, sostiene che il piano von der Leyen prevede un impegno finanziario enorme finalizzato non alla costruzione di una difesa comune europea ma al riarmo dei singoli Paesi. Obiezione alla quale chi sostiene il Piano risponde che una vera difesa comune europea (che richiede un voto unanime dei 27 Paesi membri, un obiettivo non realistico n\u00e9 ora n\u00e9, prevedibilmente, nei prossimi anni) non \u00e8 al momento realizzabile e che quindi bisogna intanto cominciare a costruire un embrione di difesa europea con i Paesi che ci stanno e che devono coordinarsi per garantire complementarit\u00e0, integrazione e interoperabilit\u00e0 degli armamenti di cui intendono dotarsi.<\/p><p>Come si esce da questa <i>impasse<\/i>? Posto che \u00e8 difficile ricondurre sempre a unit\u00e0 un partito composito e plurale come il PD, la strada maestra \u00e8 quella di un confronto senza pregiudiziali, nelle sedi statutarie, che giunga a una posizione ufficiale e univoca quanto pi\u00f9 possibile condivisa e confermata da un voto della Direzione nazionale, auspicabilmente convocata non solo a ridosso di una scadenza elettorale. Avendo sempre presente che il PD \u00e8 un partito pluralista, in cui tutte le iscritte e tutti gli iscritti hanno o dovrebbero avere pari dignit\u00e0 e diritto di cittadinanza e in cui tutte e tutti dovrebbero potersi sentire a casa. Anche se non la pensano tutte e tutti allo stesso modo.<\/p><p>\u00a0<\/p><p>(L&#8217;immagine \u00e8 tratta dal sito https:\/\/theday.co.uk\/trump-putin-xi-carve-up-the-world\/)\u00a0<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Meno di quarant\u2019anni dopo la fine della guerra fredda (ma ormai dovremmo chiamarla \u201cla prima guerra fredda\u201d) gli equilibri mondiali sono completamente saltati e dal caos esploso il 20 gennaio 2025 con l\u2019insediamento di Donald J. 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