Questo è il manifesto dell’ANPI (sul significato attuale della “P” ci sarebbe molto da discutere) della banda Pagliarulo, quella che da quattro anni rinnega la Resistenza antifascista in nome di uno sfacciatamente filorusso “pacifismo” con e sulla pelle degli ucraini.
Non esprimo un giudizio estetico sul manifesto (de gustibus, o de sputibus, con quel che segue…) ma sul messaggio che trasmette: sul sito dell’ANPI si dice di aver voluto celebrare insieme la Liberazione, il voto alle donne e l’80° anniversario della Repubblica. Quel che vedo io è una donna completamente vestita di nero, il colore che alle nostre longitudini è simbolo di lutto, con le mani alzate non tanto a reggere una assai sfumata bandiera nazionale quanto piuttosto in segno di resa. E sullo sfondo si vedono le silhouette di tre ormai lontani sparuti combattenti dall’aria sconfitta che mestamente si avviano a uscire definitivamente di scena.