Le bugie hanno radici corte

Una volta era il trasporto pubblico. Poi fu la volta delle buche. Poi vennero i rifiuti. Poi… poi un sindaco e una giunta di poche parole ma di molti fatti hanno cominciato a mettere le cose a posto, un passo per volta, e pian piano ma con costanza qualche bus si è affacciato alle fermate, le buche sono state colmate, i rifiuti sono stati portati via e le strade sono riemerse dalla monnezza, ragionevolmente pulite e perfino – udite, udite! – in gran parte ripulite dalle erbe infestanti.

E fu così che, non sapendo più a cosa attaccarsi (i tram, in effetti, ancora passano troppo a singhiozzo), camicie nere, camicie verdi e pochette gialle, orfane di argomenti, si sono aggrappate agli alberi, inventandosi inesistenti stragi e fantasiose accuse di ecocidio corroborate dai qualificati pareri dei cugggini del vivaio di Roccacannuccia, degli inconsolabili orfanelli di Virginia e dei patrioti alla vaccinara di Giorgia e Matteo (quello col mojito che va in giro a baciare salami e suonare citofoni).

Accuse, manco a dirlo, completamente false, strumenti di una pessima campagna elettorale permanente. E a certificarlo ora sono – con un intervento strettamente tecnico – proprio gli agronomi.

A questo punto la domanda sorge spontanea: e ora, poveretti, a che cosa si attaccheranno i contestatori un tanto al chilo? Il proverbiale fumo della pipa scarseggia, dei tram s’è già detto, quell’altro aggeggio rischia di non reggere il carico. Chissà… Si accettano scommesse

https://abitarearoma.it/roma-gli-agronomi-smontano-lallarme-gli-alberi-non-stanno-morendo-e-una-fake-news

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