Quattro anni di aggressione genocida.
Quattro anni di bombardamenti, stragi, distruzioni.
Quattro anni di resistenza di un intero popolo contro un invasore che sembrava invincibile.
Quattro anni di resistenza nonostante i tanti governi – in primis quello di Donald Trump -, i tanti leader politici europei, di destra ma non solo, ambigui quando non apertamente ostili, i tanti sedicenti pacifisti ma con la pelle degli altri.
Gli ucraini e le ucraine che nonostante le bombe, il freddo, il buio, il terrore, la morte, il tradimento del principale ex alleato da quattro anni hanno sostanzialmente bloccato la resistibile (ora lo sappiamo; quattro anni fa sembrava impossibile) avanzata dell’armata di Putin combattono in primo luogo per la loro sopravvivenza come popolo e come individui. Ma così facendo combattono anche per noi.
Perché sì, oggi la Russia del regime fascista criminale di Putin è mia nemica, è nostra nemica, è nemica dell’UE e dell’intera Europa. Non è un’opinione: è un dato oggettivo fatto di sabotaggi alle infrastrutture, di cyberattacchi contro reti di trasporto, ospedali, banche e altri asset strategici, di ossessiva diffusione di fake news, di martellante propaganda a base di menzogne.
Di fronte all’imperialismo della Russia di Putin siamo tutti ucraini. Più presto lo capiranno tutti i nostri governanti (alcuni, per fortuna, l’hanno capito da subito) e i nostri leader politici, più presto l’Europa sarà in grado di fronteggiare e – auguriamocelo, ne abbiamo bisogno – sconfiggere l’imperialismo del regime di Putin.
SLAVA UKRAÏNI!