Leggo che l’Associazione LibertàEguale e la Fondazione Magna Carta sostengono entusiasticamente – e anzi ne rivendicano orgogliosamente maternità e paternità – l’emendamento di FI per l’introduzione di uno pseudo-ballottaggio nella peraltro già antidemocratica legge elettorale che Meloni & camerati di merende vogliono imporre all’elettorato italiano.
Ha dell’incredibile come alcune innegabili intelligenze altrettanto innegabilmente democratiche e antifasciste riescano regolarmente a farsi abbindolare da un traballante ma determinato governo di estrema destra a caccia di un’impossibile legittimazione teoricamente (molto teoricamente) bipartisan.
Che ci voglia cascare Calenda – che ogni volta smania per la voglia di cascarci – è comprensibile. Che ci caschi Marattin, il liberaldemocratico che non ha nulla né di liberale né di democratico, è ancor più comprensibile. Che ci siano cascati altri – come la grande delusione Pina Picierno – in occasione del referendum contro la magistratura che solo degli ingenui sprovveduti possono in buona fede aver creduto che fosse un referendum sulla riforma della giustizia, beh, questo francamente non è comprensibile.
E che più o meno gli stessi soggetti tornino ad abboccare inghiottendo l’esca con l’amo, il filo e tutti i piombini fa legittimamente sorgere più di un dubbio, per usare un eufemismo, sulla loro buona fede. E tirare in ballo Mattarella – autore dell’unica buona e funzionante legge elettorale che non per niente è stata smantellata appena possibile dalla destra – è più di una forzatura polemica: è una mascalzonata politica che va smascherata con la massima chiarezza