24 febbraio

Quattro anni di aggressione genocida.

Quattro anni di bombardamenti, stragi, distruzioni.

Quattro anni di resistenza di un intero popolo contro un invasore che sembrava invincibile.

Quattro anni di resistenza nonostante i tanti governi – in primis quello di Donald Trump -, i tanti leader politici europei, di destra ma non solo, ambigui quando non apertamente ostili, i tanti sedicenti pacifisti ma con la pelle degli altri.

Gli ucraini e le ucraine che nonostante le bombe, il freddo, il buio, il terrore, la morte, il tradimento del principale ex alleato da quattro anni hanno sostanzialmente bloccato la resistibile (ora lo sappiamo; quattro anni fa sembrava impossibile) avanzata dell’armata di Putin combattono in primo luogo per la loro sopravvivenza come popolo e come individui. Ma così facendo combattono anche per noi.

Perché sì, oggi la Russia del regime fascista criminale di Putin è mia nemica, è nostra nemica, è nemica dell’UE e dell’intera Europa. Non è un’opinione: è un dato oggettivo fatto di sabotaggi alle infrastrutture, di cyberattacchi contro reti di trasporto, ospedali, banche e altri asset strategici, di ossessiva diffusione di fake news, di martellante propaganda a base di menzogne.

Di fronte all’imperialismo della Russia di Putin siamo tutti ucraini. Più presto lo capiranno tutti i nostri governanti (alcuni, per fortuna, l’hanno capito da subito) e i nostri leader politici, più presto l’Europa sarà in grado di fronteggiare e – auguriamocelo, ne abbiamo bisogno – sconfiggere l’imperialismo del regime di Putin.

SLAVA UKRAÏNI!

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